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Editoriale

L’interesse di capitali stranieri per l’Al-Nassr e altri club sauditi

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A cura di Cesare Tamborini

Come più volte visto qua su CS, il tema delle privatizzazioni nel mondo del calcio saudita è sempre più al centro del dibattito. Dibattito che non è fine a sé stesso, ma, al contrario, particolarmente concreto.

Ne è una riprova la privatizzazione in atto di tre squadre di Saudi Pro League (Al-Okhdood, Al-Kholood e Al-Orobah), così come la volontà del Governo, in questo caso impersonificato dal Ministero dello Sport Saudita, di mettere sul mercato altri club. Si va da nomi quali Al-Shabab e Al-Ettifaq fino alle quattro sorelle le quali, di fatto, sono già privatizzate perché di proprietà del fondo PIF.

Al-Nassr e capitali stranieri

Jhon Durán e Stefano Piolo potrebbero un giorno avere una proprietà straniera. Foto: Official English X Account of AlNassr Saudi Club.

Privatizzazione che, ricordiamo, nel Regno significa principalmente una cosa. Cioè, che la maggioranza del pacchetto azionario non sia più detenuto dal Ministero dello Sport. Ed è per questo che per i sauditi un club come l’Al-Nassr, ad esempio, risulta essere privatizzato anche se proprietario è il fondo sovrano (appunto PIF).

Anche l’Al-Nassr…

Ed è proprio l’Al-Nassr che in queste ultime ore è entrato prepotentemente nel dibattito di cui sopra. Ci riferiamo al fatto che Majed Jaman, CEO del club allenato da Stefano Pioli, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Almeno sette investitori stranieri vogliono investire nell’Al-Nassr”. Parole che mettono ancora più in risalto quando detto tempo fa, ovvero che nella volontà del Regno c’è anche quella di far entrare capitali privati, sauditi ma anche stranieri, in club che sono, come abbiamo visto poco sopra, già privatizzati.

Majed Jaman, CEO dell’Al-Nassr. Foto: web.

…ma non solo

Majed Jaman che ha poi aggiunto come “Uno di loro (degli investitori n.d.r.) mi ha detto che vuole investire nell’Al-Diriyah e mi ha chiesto come può mettersi in contatto con Al-Ettifaq, Al-Qadsiah o Al-Hilal”. In questo caso si evince come questo potenziale investitore nutra interesse nello specifico nell’Al-Diriyan che, ricordiamolo, di fatto è di proprietà di PIF. Club che, come abbiamo analizzato, è in rampa di lancio per divenire in un futuro non troppo lontano come quello che in Arabia Saudita definiscono uno dei nuovi Al-Qadsiah. Al-Qadsiah che, guarda caso, è anch’essa destinataria delle attenzioni dell’investitore citato da Majed Jaman il quale conclude la sua disamina con una frase dall’importanza capitale “tutti questi investitori sono internazionali”.

Il fatto che tali potenziali investitori siano stranieri fa sicuramente la felicità del sistema calcio saudita in generale che da tempo auspica questo. Non perché sia negativo l’ingresso di capitali privati sauditi, tutt’altro, piuttosto quanto venga visto più che positivamente che all’estero ci sia interesse concreto ad aprire il portafoglio per entrare, anche solo con quote di minoranza, nei club della Saudi Pro League o delle serie inferiori.

Non solo il top

È sì, non solamente la massima serie calcistica saudita, ma anche i campionati inferiori. È questo uno dei grandi obiettivi dei sauditi. Rendere appetibili le squadre più blasonate, al netto ovviamente del rispettare rigorosi criteri per essere immesse sul mercato, ma anche quelle meno conosciute. Ed un esempio, tornando a quanto dichiarato dall’Amministratore delegato dell’Al-Nassr, è proprio quello dell’Al-Diriyah che attualmente è in Second Division League (serie C) e certo che la prossima stagione disputerà la Saudi League 1st Division, equivalente della nostra serie B. Ma, nonostante questo, sta già catturando l’interesse non di sprovveduti, ma di società straniere volenterose di investire nel calcio saudita.

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Foto in apertura: Official English X Account of AlNassr Saudi Club.

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